Feeds:
Articoli
Commenti

Cavour disse: “Il gioco d’azzardo è una tassa volontaria, la tassa degli stupidi”. Sarà, ma la speranza aiuta.

Non sono un giocatore, ma smettere di essere assillato da problemi economici non mi dispiacerebbe. Mi sono chiesto se facessi bene o male a giocare a qualcosa. A che cosa? Quale lotteria scegliere? Ho preso in esame Lotto, Superenalotto e WinForLife cercando le probabilità di vincita migliori.  Ho chiamato Fattore X il risultato delle probabilita/denaro vinto, trovando così un valore che identifica la scelta migliore se proprio si vuole giocare a qualcosa. Più è basso questo valore meglio è. Se per esempio in una lotteria avessi 1 possibilità su 100 di vincere 50 euro il Fattore X sarebbe 2. Se in un’ altra avessi 1 possibilità su 100 di vincere 10 euro, il Fattrore X sarebbe 10 (molto peggio che 2).

Ho dedotto che:

se vi è la ricerca di una buona vincita media, diciamo dai 10mila ai 100mila euro, conviene giocare al lotto.
Ben sapendo che comunque la probabilità di vincere è bassissima, mediamente il 90% delle giocate è “perdente”.

Nella colonna “tipo di vincita” ho usato 10,1 e 5,1 per indicare le vincite comprese di numerone o numero jolly
La vincita del 10 + 1 di win for life e stata portata per semplicità a 400mila euro anziche una valore variabile, difficilmente contestuabilizzabile in questa tabella, che potrebbe arrivare a 6000 euro mensili per 20 anni.

Uso della tabella.
La tabella va letta partendo dalla cifra che desidereremmo vincere. Se ad esempio si desiderassero 40.000 euro abbiamo il Superenalotto che li mette in gioco con un Fattore X (Fattore Fortuna) di 31. Potrebbe essere meglio puntare sul Lotto cercando di vincere per 9 volte (fattore fortuna 3, moltiplicato 9 giocate, otteniamo  27, sembra leggeremente più conveniente che puntare sul Superenalotto).

Se invece desiderassimo oltre 100 mila euro, potremmo sperare in una quaterna al Lotto che è chiaramente più facile che fare 10 volte 10 a Win For Life!

Attenzione che i Fattori X nel lotto sono così bassi perché si aggiunge la complicazione di dire se puntiamo ad un ambo o a un terno secco, sceglire se giochiamo tre numeri o 5 o 10… Questo porta a dover giocare cifre più alte e conseguentemente perdere più soldi.
Serve comunque così tanta fortuna che qualsiasi ragionamento è più un passatempo che qualcosa di utile alla vincita.

 

 

NB
questa tabella è frutto di una prima stesura datata 18 agosto 2011.
E’ possibile che contenga errori, li correggerò se mi verranno segnalati.

Quante cose non sappiamo! Vivere preoccupati solo del nostro orticello è il massimo dell’impegno per gran parte di noi. E se invece alzassimo lo sguardo? Se scoprissimo cosa succede nel mondo? Io penso che non sia una perdita di tempo, imparare aiuta a vivere meglio.

Un amico mi ha parlato di un dottore cambogiano che ora vive a Biella.

Mi ha dato il suo libro che ho letto con molto piacere: “Cercate l’Angkar. Il terrore dei Khmer Rossi raccontato da un sopravvissuto cambogiano” di Bovannrith Tho Nguon e Diego Siragusa.  Prima edizione 2004. Un libro che racconta in prima persona la storia della  rivoluzione cambogiana negli anni ’75-’79. Che incolmabile differenza c’è dal leggere i “fatti” sui libri di storia oppure leggere “la storia” di chi i fatti li ha vissuti.
Bovannrith Tho Guon ha vissuto negli anni della sua giovinezza cose incredibili per noi benestanti biellesi. Ha visto gli Americani bombardare la sua nazione, ha visto instaurare un governo fantoccio,  …ha visto la rivolta armata di un popolo trasformarsi in tragedia.  E’ un libro che si legge in poco tempo (il racconto occupa meno di 53 pagine) e che ci fa riflettere sulle nostre prese di posizione a favore o contro questa o quella guerra. Una guerra, come una rivoluzione, sai dove inizia ma è non come finirà. E se finisse in tragica orribile farsa come con i Khmer Rossi?

Visto che Biella dovrebbe essere onorata di ospitare Tho, sarebbe bello se noi biellesi ne condividessimo la storia.

Ottobre 2009 ricevo un’offerta da parte di  ”Gestione_Rientri_Telecom” per lasciare l’Operatore Fastweb e rientrare in Telecom con telefonia fissa e mobile. Un incaricato Telecom (o TIM, Telecom Italia Mobile), nel mio ufficio, mi offre un contratto verbale e tramite volantino pubblicitario di circa 50 euro/mese per Telefonia Fissa + mobile+chiavetta 3G per ADSL .. più dettagli vari (tra cui il REGALO di un computer portatile).

Gennaio 2010 - Da ottobre a Gennaio ho chiamato più volte Telecom per avere conferma del rientro senza avere mai risposte chiare. il 27 gennaio 2010 ricevo una prima fattura Telecom di 174 euro. Telefono e spiego la situazione ma mi dicono che non è colpa loro e che la fattura è giusta. Notate che la mia è un’azienda e con la telefonia fissa e l’ADSL ci vivo… Sono ancora cliente Fastweb e pago regolarmente il loro servizio.

Sono stato truffato?
1)  l’importo della fattura è di gran lunga superiore a quanto concordato
2) telefono subito al 191 e capendo che la situazione era complessa e sicuramente non uguale a quanto mi era stato prospettato inizialmente chiedo la disdetta del contratto e la restituzione del netbook che mi era nel frattempo stato consegnato, valore di mercato di circa 200 euro, posso restituirlo non mi interessava ed era in regalo per il rientro mai avvenuto. Vengo “minacciato” di dover pagare altissime penali.
3) spedisco un fax a telecom con anche  la fattura ricevuta e il prospetto pubblicitario che prometteva cose diverse (pagamenti mensili di entità ridotta). In ogni caso ribadisco la mia disdetta del contratto anche tramite fax
4) vengo contattato telefonicamente da un responsabile Telecom che prende nota della mia situazione (unica mia disattenzione, non ho registrato la telefonata e la data in cui si è svolta).

Giugno 2010, Arriva un sollecito di pagamento per un’altra fattura di 148 euro!!!! Non di cessazione ma di servizi erogati (non certo a me). Telefono e mando altri fax, pago la fattura  (forse perché sono scemo) e ribadisco la mia richiesta di cessazione.

23 novembre 2010 : mi arriva una fattura di 324 euro!!!! (ricordate vero che non sono mai stato utente Telecom)
Imponibile in addebito 86 euro,  totale fuori campo IVA 236 euro. Che fare? Piango un po’ e poi telefono al 191. Rispiego la situazione e miracolo, l’operatore mi legge entrambi i fax che avevo inviato a Telecom (gennaio e giugno) si dice perfino stupito che la situazione sdia ancora in sospeso e garantisce che sarò ricontattato a breve.

RIASSUNTO : finora TELECOM ITALIA SPA mi ha chiesto
148+174+324  = 646 EURO per un servizio che non mi ha fornito
e di cui ho chiesto disdetta prima che fosse attivo in quanto ho capito che i fatti erano diversi da quanto proposto


questa era l’offerta che avevo ricevuto e pensavo di aver sottoscritto:

novembre 2010 :  mi arrendo, impossibile lottare contro Telecom da soli. Veniamo sballottati dagli operatori del call center di turno che magari fanno anche quello che possono ma non sono certo strutturati per dar ragione ad un cliente. Quindi mi arrendo e smetto di lottare da solo: mi rivolgo ad un’ASSOCIAZIONE CONSUMATORI (nel mio caso al Movimento Consumatori di Biella, in via Lamarmora). Mai fatto una cosa più saggia in vita mia, gli ho lasciato tutte le carte e si sono occupati loro di contattare chi di dovere …mica il call center!!!!

febbraio 2011 : Mi arrivano gli storni e i rimborsi sulla fatturazione Telecom.
GIUSTIZIA è fatta, non grazie a me, non grazie alla Telecom ma grazie ad un’associazione dei consumatori. In un paese civile forse non saremmo dovuti ad arrivare a questo ma io ringrazio e mi sono tolto un incubo che non auguro a nessuno ma che so essere di molti.

Ricevo e riscrivo qui una mail che ho ricevuto dal  MoVimento 5 Stelle Biella (www.biella5stelle.it). La pubblico praticamente integralmente perché mi sembra molto chiara, lasciano ad ognuno la voglia di ragionarci sopra e trovarne i difetti eventuali.

Venerdì 12 novembre  - conferenza “Perchè NO al nucleare?” del Comitato Antinucleare Biellese, durante la serata sono stati sottolineati i motivi per cui è necessario opporsi alla costruzione delle centrali nucleari, proviamo a riassumerli:

1. Costi altissimi e sostenuti dallo Stato (cioè le nostre tasse) nella realizzazione, mantenimento e dismissione delle centrali. Una centrale di terza generazione da 1600 Mwe ha un costo di 3 miliardi di euro, senza contare: costi uranio in continuo aumento (2001, 7$/lb – 2007, 135$/lb), trasporto, eventuale arricchimento, costi stoccaggio scorie;

2. La quarta generazione non esiste se non sulla carta, è attualmente solo un progetto quasi abbandonato;

3. Il “rischio accettabile” è diverso dal non rischio. Significa che è ritenuto accettabile un certo numero di morti sul campione totale di persone a causa del nucleare (fonte: Report, 29/3/2009). Non esiste assicurazione al mondo che abbia mai assicurato una centrale. In caso di terremoto o attacchi terroristici i danni sarebbero irreparabili. E non esiste solo Chernobyl. Nel raggio di 5 km dalla centrale il rischio per i bambini di contrarre la leucemia è più elevato: 77 vs 48 casi medi (fonte: studio su commissione dell’ufficio federale tedesco di radioprotezione)

4. In Francia nel 2006 le centrali hanno costituito il 57% dei prelievi totali d’acqua del Paese (!!) per raffreddare le centrali, l’evaporazione di acqua comporta inoltre l’aumento dell’effetto serra, al quale bisogna aggiungere le devastazioni ambientali per estrarre l’uranio;

5. Il rapporto occupazionale nucleare-Geen Economy è di 1-30: solo 2.000 posti di lavoro a partire dal 2010 per le 4 centrali nucleari, mentre sarebbero 250.000 per le rinnovabili da subito al 2020;

6. L’estrazione dell’uranio è causa di guerre in Africa. Nucleare significa armi: ai francesi il nucleare costa meno perché i costi non sono totalmente caricati in bolletta al consumatore, ma sono spartiti tra il settore energetico e militare in quanto il nucleare è utile anche nella costruzione di armi (vedi uranio impoverito);

7. Scorie: impiegano fino a 1.000.000 anni a perdere radioattività. Ancora oggi non si sono riuscite a smaltire quelle rimaste dopo lo spegnimento delle centrali nucleari perché non esistono luoghi di stoccaggio sicuri. A Saluggia ci sono 5 kg di plutonio, siccome ne bastano 1 mg per uccidere un essere umano. Nel 2000, anno dell’alluvione che toccò il Piemonte quindi anche Saluggia, Rubbia disse: “Sfiorata catastrofe planetaria”. Le infiltrazioni d’acqua avrebbero potuto causare un immane disastro.

8. Niente indipendenza: 20 centrali, ossia una per regione, coprirebbero il 30% del nostro fabbisogno (dichiarazione di Rubbia, premio Nobel per la fisica). L’uranio non è una fonte rinnovabile. Alcuni dati sulla centrale di Trino: 19 anni di attività, ha prodotto solo per 9 anni e mezzo (il resto del tempo è rimasta chiusa per diversi problemi), KW prodotti 25 miliardi. Attuale consumo in Italia 1 miliardo di KW/giorno, vale a dire che la centrale di Trino in 19 anni di vita ha prodotto energia solamente per 25 giorni;

9. “Gli impianti civili per produzione di energia” sono coperti con il segreto di Stato tramite il decreto dell’8 aprile 2008 allegato 17 sono coperti da segreto di Stato. Potremo conoscere la progettazione? I sistemi di protezione? I costi? I criteri di scelta? La costruzione delle centrali sarà accompagnata da una massiccia presenza dell’esercito prima, durante e dopo la costruzione;

10. Oligopolio energetico: gestione in mano a poche grandi aziende, non c’è produzione decentralizzata (eolico, geotermico, idroelettrico, fotovoltaico, ecc.), manca la democrazia energetica (vedi l’economista Rifkin).

Il testo prosegue con la descrizione delle alternativa alle centrali nucleari, ma penso che basti dimostrare che quanto sopra è vero per invalidare qualsiasi iniziativa pro-nucleare. Se invece quanto sopra è falso …lo si confuti con esattezza!  Purtroppo in Italia abbiamo la “cultura delle menzogna” dove a chi dice A si risponde B e alla fine nessuno capisce più chi ha ragione.  Io, pur essendo idealmente antinucleare, sarei pronto a cambiare idea se qualcuno mi dimostrasse che il nucleare è necessario (alla gente).

 

 

Cosa fare per vivere bene”  potrebbe essere il titolo dell’ultima raccolta di massime pubblicate da Paulo Coelho,  subito al primo posto in classifica dei libri più venduti. Invece parliamo di cose scritte migliaia di anni fa. Parliamo del  Libro di  Siracide, un testo contenuto nella Bibbia cristiana (ma non accolto nella Bibbia ebraica)  scritto attorno al 180 a.C.  Contiene soprattutto massime etiche:  regole di cortesia e di umiltà, precetti religiosi, doveri verso la società. Una sua lettura senza preconcetti lo rende affascinante quanto può esserlo un moderno libro di filosofia. Nel ’600 il filosofo Pascal scriveva “Tutto quello che c’è da sapere è già stato scritto, ora non resta che metterlo in pratica”.  Di seguito un riassunto minimalista, con qualche libertà, come stimolo per  la lettura  del libro.

  • Non essere arrogante nel linguaggio e fiacco nelle opere.
  • Sii pronto nell’ascoltare, lento nel dare  risposta.
  • Una bocca amabile moltiplica gli amici, un linguaggio gentile attira i saluti.
  • Chi darà ragione a uno che si dà torto da sé? Chi stimerà uno che si disprezza?
  • Non rispondere prima di avere ascoltato, in mezzo ai discorsi non intrometterti.
  • Curati senza aspettare di ammalarti.
  • Non riferire mai una diceria.
  • Meglio un ladro che un mentitore abituale.
  • Non origliare alla porta, puoi restare confuso senza capire la verità.
  • Accetta quanto ti capita, sii paziente nelle vicende dolorose.
  • Un cuore ostinato sarà oppresso da affanni. Una mente ostinata vive nell’affanno.
  • Quanto più sei grande, tanto più umìliati. Non cercare le cose troppo difficili per te.
  • Siano in molti coloro che vivono in pace con te, ma i tuoi consiglieri uno su mille.
  • Se vedi una persona saggia frequentala e fattela amica. Ne avrai molti benefici.
  • Non consigliarti con lo stolto. Non ti può aiutare.
  • Non crucciarti con il tuo prossimo per un torto qualsiasi.
  • Nella tua attività sii modesto
  • Da’ al buono e non aiutare il peccatore.
  • Non respingere la supplica di un povero, non distogliere lo sguardo dall’indigente.
  • Non imprestare a un uomo più forte di te. Non ha bisogno di te.
  • Indice di un cuore buono è una faccia gioiosa,
  • Nessuno è peggiore di chi tormenta se stesso; per quanto ti è possibile, tràttati bene.
  • Dal mattino alla sera il tempo cambia; e tutto è effimero
  • Sappi che: il ricco commette ingiustizia e per di più grida forte, il povero riceve ingiustizia e per di più deve scusarsi. Se il ricco vacilla, è sostenuto dagli amici; se il povero cade, anche dagli amici è respinto. Se cade il ricco, molti lo aiutano;  se cade il povero, lo si rimprovera.
  • Fatti amare dalla comunità e davanti a un grande abbassa il capo. Rispetta gli altri e sarai rispettato.
  • Non domandare al Signore il potere né al re un posto di onore.
  • Non cercare di divenire giudice, che poi ti manchi la forza di estirpare l’ingiustizia.
  • Non muovere causa a un giudice, giudicheranno in suo favore.
  • Una città prospererà per il senno dei capi.
  • Quale il governatore del popolo, tali i suoi ministri, tali gli abitanti.

Il libro di Giobbe

Ho ascoltato  una trasmissione radiofonica in cui si diceva che Giuseppe Ugaretti considerava “Il libro di Giobbe”  il testo letterario più significativo dell’umanità !!!???

Ungaretti non era proprio l’ultimo arrivato. La curiosità mi ha spinto a leggerlo. Sicuramente è un testo importante. Scritto “malissimo” per i canoni odierni, con  ripetizioni inutili e aggiunte posticce di vari autori che ne hanno forse cercato di addomesticare la brutalità.

La trama è più o meno questa:

  • Giobbe è ricco, potente e felice, vive ringraziando Dio e seguendone i comandamenti
  • Satana dice a Dio che tutti lo loderebbero nelle condizioni di Giobbe e chiede il permesso di danneggiare il benessere di Giobbe. Col permesso di Dio lo porta alla rovina economica e gli distrugge la famiglia
  • Giobbe, sul lastrico continua a benedire Dio : “tu mi hai dato e tu mi hai tolto”.
  • Satana chiede il permesso di agire anche sul corpo di Giobbe e lo rende malato e bisognoso
  • Giobbe si arrabbia. Molto. Dice che nonostante abbia passato la vita a fare del bene non è stato protetto da nessuno ed ora è trattato con disprezzo da tutti.
  • Preti, benpensanti, amici cercano di non farlo bestemmiare cercando di convincerlo con le migliori parole ed intenzioni che quanto Dio fa è sempre per il meglio
  • Giobbe controbatte ogni affermazione dei benpensanti e dice che la sventura è ingiusta, immeritata e la colpa è solo di un Dio ingiusto e crudele, che non aiuta le persone oneste e lascia prosperare i malvagi che si fanno beffe dei suoi comandamenti.
  • Preti, benpensanti, amici non riescono a fargli cambiare idea e le loro parole di bontà suonano vuote ed inutili.
  • Alla fine Dio stesso interviene al capezzale di Giobbe dandogli ragione! Rimproverando i benpensanti che avevano criticato i lamenti e i rimproveri che Giobbe rivolgeva a Dio.
  • Il libro termina  con Dio che restituisce a Giobbe molto di più di quello che aveva perduto nel periodo della tribulazione

Mah …cosa significa tutto questo? Forse la bellezza del libro è il controsenso delle fortune/sfortune che capitano all’uomo, che in parte, ai credenti, si spiegherà con la filosofia della sofferenza di Gesù.  In ogni caso è un libro da leggere. Per i non credenti sarà divertente leggere di Dio che rimprovera chi lo loda sempre e comunque. Un Dio che sta dalla parte di chi soffrendo lo ha insultato.

Un contadino con il gusto della bellezza per le forme geometriche viveva su una casa in cima alla collina da dove poteva ammirare i suoi campi. Avendo 11 spaventapasseri decise di sistemarli sul suo terreno in modo tale che da casa sua si vedessero 6 file da 4 spaventapasseri ciscuna. Come ha potuto fare?

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.