Perché gli studiosi non sono mai d’accordo

Ognuno ha le sue certezze. C’è chi crede che sia meglio fare una cosa e altri credono sia meglio fare il contrario. Tutti hanno una loro verità che dipende un po’ dalla loro intelligenza e molto dalla loro esperienza e dai loro studi.

Poniamo il caso che la “Verità” sia sulla cima di una montagna posta a 4100 metri. Chi può conoscerla? Chi per primo s’inerpica sulla montagna, sulla giusta via, e chi segue le orme di chi ha scalato la montagna.
Ad esempio, nella scienza, Einstein è il primo scalatore che raggiunge la Teoria della Relatività. Furono in molti che non lo seguirono, altri scienziati salirono altre montagne che non portavano alla sua teoria. A seconda dell’altezza che raggiunsero ebbero dei personali punti di vista. Se uno scienziato avesse scalato la Montagna del Pensiero Errato, con i suoi 2600 metri di altezza, avrebbe avuto comunque pochissimi rivali in grado di confutare le sue conclusioni perché più si sale in alto, più si conosce e meno si trovano persone in grado fare altrettanto.

Questo sviluppa l’idea della struttura piramidale formata da persone che diventano via via più preparate al vertice, lasciando gran parte di persone non istruite alla base. Chi è al vertice di qualsiasi cosa può sbagliare molto facilmente in un “sistema montuoso” dove ci sono molte salite che sono solo vie sbagliate. Chi ha raggiunto una certa vetta può essere ammirato per la sua capacità ma, pur nel suo sapere, nulla impedisce che abbia opinioni errate credendosi nel giusto.

I livelli nel gioco della fisica

teoria dei livelli

Come nei videogiochi quando si raggiunge un certo risultato si passa a un livello successivo, con un altro scenario e altre regole, anche nella fisica quando si raggiunge il troppo piccolo o il troppo grande le regole cambiano.
Il principio è chiaro quando si scende nel troppo piccolo: le regole della meccanica quantistica sostituiscono le regole della fisica classica. A cambiare le regole del troppo grande ci ha pensato la Teoria della Relatività, con il tempo e lo spazio che rispondono a nuove leggi fisiche.
Quindi, come diceva Woody Allen: “Sono sbalordito dalla gente che vuole conoscere l’universo, quando è già abbastanza difficile non perdersi nel quartiere cinese”


Qui sotto una spiegazione della fisica nell’infinitamente piccolo:

Le tue idee sono le mie idee

Il pensiero delle persone dipende da quello che vedono, sentono e leggono. Ad esempio moltissima gente guarda telegiornali e dibattiti televisivi. Così diventa facile per un’intera classe politica creare finte differenze di opinioni: basta far vedere alla gente differenze minime di pensiero, chi dice cose davvero diverse non viene invitato a questi confronti.
Non importa se le idee sono chiaramente documentate e visibili in altri posti, la maggioranza delle persone non solo le ignora ma penserà che siano sciocchezze.

In televisione si può spingere un’idea anche invitando gente che sostiene idee diverse ma chiaramente balzane, questo rafforzerà l’idea che si vuole far passare come giusta. Quando si vuole aumentare un consenso bisogna dire le cose più ovvie e banali possibili in modo che tutti si possano identificare in tali affermazioni.

Robert Cialdini ha spiegato che non è per stupidità che a volte compiamo scelte irragionevoli ma per un meccanismo psicologico dovuto alla tendenza di conformarsi alle scelte della maggioranza.

Pizza e regioni italiane

Pensando alla pizza come ad un piatto tradizionale italiano e vedendo nelle varie pizzerie i nomi più disparati dati ad una preparazione simile, ho pensato di inventarmi anch’io un mio elenco di pizze. Legando ogni pizza ad una regione:

PUGLIA
pomodoro, mozzarella, cipolle (pugliese)

CALABRIA
pomodoro, mozzarella, peperoni

TOSCANA
pomodoro, aglio, olive, origano (marinara)

PIEMONTE
pomodoro, mozzarella (margherita)

SICILIA
pomodoro, acciughe, capperi, olive, origano

CAMPANIA
pomodoro, mozzarella, acciughe, origano (napoli)

LAZIO
pomodoro, mozzarella, melanzane

VAL d’AOSTA
pomodoro, mozzarella, funghi

EMILIA
pomodoro, mozzarella, prosciutto

LOMBARDIA
mozzarella, gorgonzola

TRENTINO
pomodoro, mozzarella, wurstel

ecc… ecc… (ovviamente l’elenco è da ponderare, questa è solo l’idea)

Pensate che belli i menu con le pizze abbinate geograficamente.

 

Cosa fare per vivere bene?

Cosa fare per vivere bene”  potrebbe essere il titolo dell’ultima raccolta di massime pubblicate da Paulo Coelho,  subito al primo posto in classifica dei libri più venduti. Invece parliamo di cose scritte migliaia di anni fa. Parliamo del  Libro di  Siracide, un testo contenuto nella Bibbia cristiana (ma non accolto nella Bibbia ebraica)  scritto attorno al 180 a.C.  Contiene soprattutto massime etiche:  regole di cortesia e di umiltà, precetti religiosi, doveri verso la società. Una sua lettura senza preconcetti lo rende affascinante quanto può esserlo un moderno libro di filosofia. Nel ‘600 il filosofo Pascal scriveva “Tutto quello che c’è da sapere è già stato scritto, ora non resta che metterlo in pratica”.  Di seguito un riassunto minimalista, con qualche libertà, come stimolo per  la lettura  del libro.

  • Non essere arrogante nel linguaggio e fiacco nelle opere.
  • Sii pronto nell’ascoltare, lento nel dare  risposta.
  • Una bocca amabile moltiplica gli amici, un linguaggio gentile attira i saluti.
  • Chi darà ragione a uno che si dà torto da sé? Chi stimerà uno che si disprezza?
  • Non rispondere prima di avere ascoltato, in mezzo ai discorsi non intrometterti.
  • Curati senza aspettare di ammalarti.
  • Non riferire mai una diceria.
  • Meglio un ladro che un mentitore abituale.
  • Non origliare alla porta, puoi restare confuso senza capire la verità.
  • Accetta quanto ti capita, sii paziente nelle vicende dolorose.
  • Un cuore ostinato sarà oppresso da affanni. Una mente ostinata vive nell’affanno.
  • Quanto più sei grande, tanto più umìliati. Non cercare le cose troppo difficili per te.
  • Siano in molti coloro che vivono in pace con te, ma i tuoi consiglieri uno su mille.
  • Se vedi una persona saggia frequentala e fattela amica. Ne avrai molti benefici.
  • Non consigliarti con lo stolto. Non ti può aiutare.
  • Non crucciarti con il tuo prossimo per un torto qualsiasi.
  • Nella tua attività sii modesto
  • Da’ al buono e non aiutare il peccatore.
  • Non respingere la supplica di un povero, non distogliere lo sguardo dall’indigente.
  • Non imprestare a un uomo più forte di te. Non ha bisogno di te.
  • Indice di un cuore buono è una faccia gioiosa,
  • Nessuno è peggiore di chi tormenta se stesso; per quanto ti è possibile, tràttati bene.
  • Dal mattino alla sera il tempo cambia; e tutto è effimero
  • Sappi che: il ricco commette ingiustizia e per di più grida forte, il povero riceve ingiustizia e per di più deve scusarsi. Se il ricco vacilla, è sostenuto dagli amici; se il povero cade, anche dagli amici è respinto. Se cade il ricco, molti lo aiutano;  se cade il povero, lo si rimprovera.
  • Fatti amare dalla comunità e davanti a un grande abbassa il capo. Rispetta gli altri e sarai rispettato.
  • Non domandare al Signore il potere né al re un posto di onore.
  • Non cercare di divenire giudice, che poi ti manchi la forza di estirpare l’ingiustizia.
  • Non muovere causa a un giudice, giudicheranno in suo favore.
  • Una città prospererà per il senno dei capi.
  • Quale il governatore del popolo, tali i suoi ministri, tali gli abitanti.

Il libro di Giobbe

Ho ascoltato  una trasmissione radiofonica in cui si diceva che Giuseppe Ugaretti considerava “Il libro di Giobbe”  il testo letterario più significativo dell’umanità ???!!!

Ungaretti non era proprio l’ultimo arrivato e neppure un prete. La curiosità mi ha spinto a leggerlo. Sicuramente è un testo importante. Scritto “malissimo” per i canoni odierni, con  ripetizioni inutili e aggiunte posticce di vari autori che ne hanno forse cercato di addomesticare la brutalità.

La trama è più o meno questa:

  • Giobbe è ricco, potente e felice, vive ringraziando Dio e seguendone i comandamenti
  • Satana dice a Dio che tutti lo loderebbero nelle condizioni di Giobbe e chiede il permesso di danneggiare il benessere di Giobbe. Col permesso di Dio lo porta alla rovina economica e gli distrugge la famiglia
  • Giobbe, sul lastrico continua a benedire Dio : “tu mi hai dato e tu mi hai tolto”.
  • Satana chiede il permesso di agire anche sul corpo di Giobbe e lo rende malato e bisognoso
  • Giobbe si arrabbia. Molto. Dice che nonostante abbia passato la vita a fare del bene non è stato protetto da nessuno ed ora è trattato con disprezzo da tutti.
  • Preti, benpensanti, amici cercano di non farlo bestemmiare cercando di convincerlo con le migliori parole ed intenzioni che quanto Dio fa è sempre per il meglio
  • Giobbe controbatte ogni affermazione dei benpensanti e dice che la sventura è ingiusta, immeritata e la colpa è solo di un Dio ingiusto e crudele, che non aiuta le persone oneste e lascia prosperare i malvagi che si fanno beffe dei suoi comandamenti.
  • Preti, benpensanti, amici non riescono a fargli cambiare idea e le loro parole di bontà suonano vuote ed inutili.

Alla fine Dio stesso interviene al capezzale di Giobbe dandogli ragione! Rimproverando i benpensanti che avevano criticato i lamenti e i rimproveri che Giobbe rivolgeva a Dio. Il libro termina  con Dio che restituisce a Giobbe molto di più di quello che aveva perduto nel periodo della tribolazione …ma il finale è un testo posteriore, aggiunto per rendere il libro più accettabile ai credenti. Quindi, se ci fermiamo al testo originale, esso è solo un poetico testo sulla sofferenza.

Cosa significa tutto questo? Forse la bellezza del libro è il controsenso delle fortune/sfortune che capitano all’uomo, che in parte, ai credenti, si spiegherà con la filosofia della sofferenza di Gesù.  In ogni caso è un libro da leggere. Per i non credenti sarà divertente leggere di Dio che rimprovera chi lo loda sempre e comunque. Un Dio che sta dalla parte di chi soffrendo lo ha insultato.

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