Il libro di Giobbe

Ho ascoltato  una trasmissione radiofonica in cui si diceva che Giuseppe Ugaretti considerava “Il libro di Giobbe”  il testo letterario più significativo dell’umanità ???!!!

Ungaretti non era proprio l’ultimo arrivato e neppure un prete. La curiosità mi ha spinto a leggerlo. Sicuramente è un testo importante. Scritto “malissimo” per i canoni odierni, con  ripetizioni inutili e aggiunte posticce di vari autori che ne hanno forse cercato di addomesticare la brutalità.

La trama è più o meno questa:

  • Giobbe è ricco, potente e felice, vive ringraziando Dio e seguendone i comandamenti
  • Satana dice a Dio che tutti lo loderebbero nelle condizioni di Giobbe e chiede il permesso di danneggiare il benessere di Giobbe. Col permesso di Dio lo porta alla rovina economica e gli distrugge la famiglia
  • Giobbe, sul lastrico continua a benedire Dio : “tu mi hai dato e tu mi hai tolto”.
  • Satana chiede il permesso di agire anche sul corpo di Giobbe e lo rende malato e bisognoso
  • Giobbe si arrabbia. Molto. Dice che nonostante abbia passato la vita a fare del bene non è stato protetto da nessuno ed ora è trattato con disprezzo da tutti.
  • Preti, benpensanti, amici cercano di non farlo bestemmiare cercando di convincerlo con le migliori parole ed intenzioni che quanto Dio fa è sempre per il meglio
  • Giobbe controbatte ogni affermazione dei benpensanti e dice che la sventura è ingiusta, immeritata e la colpa è solo di un Dio ingiusto e crudele, che non aiuta le persone oneste e lascia prosperare i malvagi che si fanno beffe dei suoi comandamenti.
  • Preti, benpensanti, amici non riescono a fargli cambiare idea e le loro parole di bontà suonano vuote ed inutili.

Alla fine Dio stesso interviene al capezzale di Giobbe dandogli ragione! Rimproverando i benpensanti che avevano criticato i lamenti e i rimproveri che Giobbe rivolgeva a Dio. Il libro termina  con Dio che restituisce a Giobbe molto di più di quello che aveva perduto nel periodo della tribolazione …ma il finale è un testo posteriore, aggiunto per rendere il libro più accettabile ai credenti. Quindi, se ci fermiamo al testo originale, esso è solo un poetico testo sulla sofferenza.

Cosa significa tutto questo? Forse la bellezza del libro è il controsenso delle fortune/sfortune che capitano all’uomo, che in parte, ai credenti, si spiegherà con la filosofia della sofferenza di Gesù.  In ogni caso è un libro da leggere. Per i non credenti sarà divertente leggere di Dio che rimprovera chi lo loda sempre e comunque. Un Dio che sta dalla parte di chi soffrendo lo ha insultato.

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