La linea, le dimensioni ed il tempo

Stavo leggendo il libro Ritratti dell’Infinito di Piergiorgio Odifreddi quando vedo una linea davanti a me. Partiva alla mia sinistra e terminava alla mia destra, poco più alto. Una linea forse nera, come quella che si traccia su un foglio di carta. Ma questa era sospesa davanti a me. Vi era un punto di partenza e un punto di arrivo ma potevo attraversarla con una mano. Durante l’attraversamento si venivano a formare due linee, la somma delle loro lunghezze era un po’ più corta della linea completa. Se questa mia linea fosse stata reale si sarebbe verificata una sottrazione di materia: impossibile, quindi la linea, pur essendo visibile, non poteva essere tridimensionale. Finché una linea viene disegnata posso capirla, ma se sta sospesa nello spazio tridimensionale, diventa impossibile. Non fa parte del nostro mondo. Se con la mano attraverso un raggio di luce questo ne viene bloccato, la mia linea no: diventa doppia. Mi sono messo a girare intorno alla linea e ad un certo punto è sparita, quando l’osservavo con un occhio solo ed ero esattamente in linea con essa. Poi ci sono passato in mezzo con tutto il mio corpo e la linea non era ne presente ne scomparsa. Forse è quello che succede nel mondo tridimensionale se usiamo oggetti non tridimensionali, oggetti che rispondono a leggi diverse. Forse quando parliamo di meccanica quantistica le sue bizzarre regole nascono dal fatto che abbiamo toccato una dimensione diversa.

Un’altra linea particolare è quella che possiamo idealmente usare per misurare il tempo. Forse anche la linea del tempo non ha inizio e non ha fine, per questo non appartiene al nostro mondo tridimensionale. Il tempo inizia con il Big Bang? No se il tempo non appartiene al nostro mondo tridimensionale.

Un raggio di luce è una linea? No, è una radiazione elettromagnetica con dinamica ondulatoria. Ma la luce deve mantenere una coerenza con il nostro mondo tridimensionale, quindi a volte appare come un raggio formato da particelle (i fotoni) e altre volte come un onda elettromagnetica. Per adesso sappiamo solo che si entra nello strano mondo della meccanica quantistica che è più affascinante e folle di qualsiasi teoria fantascientifica l’uomo abbia mai immaginato. Fortunatamente abbiamo già la risposta a tutto: “42”, quindi non si capisce perché dovremmo porci altre domande. Scusate, se non avete studiato le 5 guide di Douglas Adams, questo finale sembrerà bizzarro.

Pizza e regioni italiane

Pensando alla pizza come ad un piatto tradizionale italiano e vedendo nelle varie pizzerie i nomi più disparati dati ad una preparazione simile, ho pensato di inventarmi anch’io un mio elenco di pizze. Legando ogni pizza ad una regione:

PUGLIA
pomodoro, mozzarella, cipolle (pugliese)

CALABRIA
pomodoro, mozzarella, peperoni

TOSCANA
pomodoro, aglio, olive, origano (marinara)

PIEMONTE
pomodoro, mozzarella (margherita)

SICILIA
pomodoro, acciughe, capperi, olive, origano

CAMPANIA
pomodoro, mozzarella, acciughe, origano (napoli)

LAZIO
pomodoro, mozzarella, melanzane

VAL d’AOSTA
pomodoro, mozzarella, funghi

EMILIA
pomodoro, mozzarella, prosciutto

LOMBARDIA
mozzarella, gorgonzola

TRENTINO
pomodoro, mozzarella, wurstel

ecc… ecc… (ovviamente l’elenco è da ponderare, questa è solo l’idea)

Pensate che belli i menu con le pizze abbinate geograficamente.

 

Cosa fare per vivere bene?

Cosa fare per vivere bene”  potrebbe essere il titolo dell’ultima raccolta di massime pubblicate da Paulo Coelho,  subito al primo posto in classifica dei libri più venduti. Invece parliamo di cose scritte migliaia di anni fa. Parliamo del  Libro di  Siracide, un testo contenuto nella Bibbia cristiana (ma non accolto nella Bibbia ebraica)  scritto attorno al 180 a.C.  Contiene soprattutto massime etiche:  regole di cortesia e di umiltà, precetti religiosi, doveri verso la società. Una sua lettura senza preconcetti lo rende affascinante quanto può esserlo un moderno libro di filosofia. Nel ‘600 il filosofo Pascal scriveva “Tutto quello che c’è da sapere è già stato scritto, ora non resta che metterlo in pratica”.  Di seguito un riassunto minimalista, con qualche libertà, come stimolo per  la lettura  del libro.

  • Non essere arrogante nel linguaggio e fiacco nelle opere.
  • Sii pronto nell’ascoltare, lento nel dare  risposta.
  • Una bocca amabile moltiplica gli amici, un linguaggio gentile attira i saluti.
  • Chi darà ragione a uno che si dà torto da sé? Chi stimerà uno che si disprezza?
  • Non rispondere prima di avere ascoltato, in mezzo ai discorsi non intrometterti.
  • Curati senza aspettare di ammalarti.
  • Non riferire mai una diceria.
  • Meglio un ladro che un mentitore abituale.
  • Non origliare alla porta, puoi restare confuso senza capire la verità.
  • Accetta quanto ti capita, sii paziente nelle vicende dolorose.
  • Un cuore ostinato sarà oppresso da affanni. Una mente ostinata vive nell’affanno.
  • Quanto più sei grande, tanto più umìliati. Non cercare le cose troppo difficili per te.
  • Siano in molti coloro che vivono in pace con te, ma i tuoi consiglieri uno su mille.
  • Se vedi una persona saggia frequentala e fattela amica. Ne avrai molti benefici.
  • Non consigliarti con lo stolto. Non ti può aiutare.
  • Non crucciarti con il tuo prossimo per un torto qualsiasi.
  • Nella tua attività sii modesto
  • Da’ al buono e non aiutare il peccatore.
  • Non respingere la supplica di un povero, non distogliere lo sguardo dall’indigente.
  • Non imprestare a un uomo più forte di te. Non ha bisogno di te.
  • Indice di un cuore buono è una faccia gioiosa,
  • Nessuno è peggiore di chi tormenta se stesso; per quanto ti è possibile, tràttati bene.
  • Dal mattino alla sera il tempo cambia; e tutto è effimero
  • Sappi che: il ricco commette ingiustizia e per di più grida forte, il povero riceve ingiustizia e per di più deve scusarsi. Se il ricco vacilla, è sostenuto dagli amici; se il povero cade, anche dagli amici è respinto. Se cade il ricco, molti lo aiutano;  se cade il povero, lo si rimprovera.
  • Fatti amare dalla comunità e davanti a un grande abbassa il capo. Rispetta gli altri e sarai rispettato.
  • Non domandare al Signore il potere né al re un posto di onore.
  • Non cercare di divenire giudice, che poi ti manchi la forza di estirpare l’ingiustizia.
  • Non muovere causa a un giudice, giudicheranno in suo favore.
  • Una città prospererà per il senno dei capi.
  • Quale il governatore del popolo, tali i suoi ministri, tali gli abitanti.

Il libro di Giobbe

Ho ascoltato  una trasmissione radiofonica in cui si diceva che Giuseppe Ugaretti considerava “Il libro di Giobbe”  il testo letterario più significativo dell’umanità ???!!!

Ungaretti non era proprio l’ultimo arrivato e neppure un prete. La curiosità mi ha spinto a leggerlo. Sicuramente è un testo importante. Scritto “malissimo” per i canoni odierni, con  ripetizioni inutili e aggiunte posticce di vari autori che ne hanno forse cercato di addomesticare la brutalità.

La trama è più o meno questa:

  • Giobbe è ricco, potente e felice, vive ringraziando Dio e seguendone i comandamenti
  • Satana dice a Dio che tutti lo loderebbero nelle condizioni di Giobbe e chiede il permesso di danneggiare il benessere di Giobbe. Col permesso di Dio lo porta alla rovina economica e gli distrugge la famiglia
  • Giobbe, sul lastrico continua a benedire Dio : “tu mi hai dato e tu mi hai tolto”.
  • Satana chiede il permesso di agire anche sul corpo di Giobbe e lo rende malato e bisognoso
  • Giobbe si arrabbia. Molto. Dice che nonostante abbia passato la vita a fare del bene non è stato protetto da nessuno ed ora è trattato con disprezzo da tutti.
  • Preti, benpensanti, amici cercano di non farlo bestemmiare cercando di convincerlo con le migliori parole ed intenzioni che quanto Dio fa è sempre per il meglio
  • Giobbe controbatte ogni affermazione dei benpensanti e dice che la sventura è ingiusta, immeritata e la colpa è solo di un Dio ingiusto e crudele, che non aiuta le persone oneste e lascia prosperare i malvagi che si fanno beffe dei suoi comandamenti.
  • Preti, benpensanti, amici non riescono a fargli cambiare idea e le loro parole di bontà suonano vuote ed inutili.

Alla fine Dio stesso interviene al capezzale di Giobbe dandogli ragione! Rimproverando i benpensanti che avevano criticato i lamenti e i rimproveri che Giobbe rivolgeva a Dio. Il libro termina  con Dio che restituisce a Giobbe molto di più di quello che aveva perduto nel periodo della tribolazione …ma il finale è un testo posteriore, aggiunto per rendere il libro più accettabile ai credenti. Quindi, se ci fermiamo al testo originale, esso è solo un poetico testo sulla sofferenza.

Cosa significa tutto questo? Forse la bellezza del libro è il controsenso delle fortune/sfortune che capitano all’uomo, che in parte, ai credenti, si spiegherà con la filosofia della sofferenza di Gesù.  In ogni caso è un libro da leggere. Per i non credenti sarà divertente leggere di Dio che rimprovera chi lo loda sempre e comunque. Un Dio che sta dalla parte di chi soffrendo lo ha insultato.

L’OROSCOPO

Quasi tutti dicono che l’oroscopo è una cretinata ma poi lo leggono. Consultarlo ha effetti deleteri anche per le persone che non ci credono perché l’essere umano non è completamente razionale e spesso si comporta in base a motivi inconsci. Leggere l’oroscopo significa innescare SEMPRE i nostri meccanismi inconsci, che a volte (spesso) prevalgono sul ragionamento. Inconsciamente vengono alimentate aspettative o creati timori in TUTTI i lettori dell’oroscopo, anche in chi non ci crede.  Nutrirsi di illusioni, che probabilmente si riveleranno false, o crearsi timori che diventano immediatamente veri non è una cosa saggia, in nessun caso aiuta a vivere meglio.

Leggere un oroscopo favorevole (un nuovo lavoro, un nuovo amore, felicità e fortuna…) può aiutare? Forse, ma le speranze diventano spesso illusioni e poi delusioni. Le speranze bisogna crearle con la propria attività quotidiana, non leggendo gli oroscopi.


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