Le tue idee sono le mie idee

Il pensiero delle persone dipende da quello che vedono, sentono e leggono. Ad esempio moltissima gente guarda telegiornali e dibattiti televisivi. Diventa facile per un’intera classe politica creare FINTE differenze di opinioni: basta far vedere alla gente differenze minime di pensiero, chi dice cose davvero diverse non viene invitato a questi confronti. Si può spingere un’idea anche invitando gente che sostiene idee diverse ma balzane. Non importa se le idee sono chiaramente documentate e visibili in altri posti, la maggioranza delle persone non solo le ignora ma penserà che siano sciocchezze. Robert Cialdini ha spiegato che è un meccanismo psicologico dovuto alla necessità di conformarsi alle scelte della maggioranza.

Studi di settore ed azienda onesta e modesta

storia iniziata 11 aprile 2009. Quando ho aperto questo blog pensavo di riempirlo di cose personali e carine (o magari stupide e pretenziose) come racconti, riflessioni sulla vita, aforismi ecc… ecc… Ma dopo le grane con le linee telefoniche, che non sono ancora terminate, ecco che mi arriva una mazzata fiscale che non posso fare a meno di renderla pubblica.

Ho una piccolissima azienda di realizzazione siti web aperta nel 2002, sono così ingenuo che per principio ho deciso di non fare “nero”  e posso permettermi di scriverlo pubblicamente senza temere smentite. Risultato, guadagni minimi ma corretti. Nei primi anni la mia azienda non fatturava molto, anzi ho davvero tirato la cinghia.

Nell’Aprile 2009 lo stato italiano ha pensato che ho pagato troppe poche tasse nel 2004 e mi chiede poco meno di 5 mila euro di tasse aggiuntive ??!!  Sapevo che in quell’anno non mi ero adeguato allo Studio di Settore, ma pensavo che con una onesta spiegazione tutto si sarebbe aggiustato. Pensavo che lo Studio di Settore non fosse una TASSA ma uno strumento di controllo. Sbagliavo. O pago o dovrò andare al contenzioso fiscale dagli incerti esiti. …se il 2004 lo passavo in spiaggia era economicamente più vantaggioso che lavorare.

Per assurdo sembra quasi che lo Stato assuma atteggiamenti simili alla Mafia: o paghi o poi te ne pentirai. Naturalmente non è vero e le tasse sono sacrosante ma i dubbi aleggiano quando ti capitano certe cose. Eppure si dice che gli studi di settore sono fatti per agevolare il fisco a trovare gli evasori e non a creare problemi a chi ha aperto da poco una ditta. Solo chi ha una piccola attività in proprio può capire certe difficoltà e certi conteggi. Una volta ho analizzato quanto mi costava tenere aperta la ditta, mi sembra che avevo analizzato il dettaglio delle entrate e delle uscite per l’anno 2006 e avevo scoperto che più del 60% di quanto fatturavo se ne andava tra tasse dirette ed indirette (ad esempio le assurde ed altissime tariffe telefoniche ed elettriche che abbiamo solo in Italia).

Se io fossi un delinquente me ne fregherei, se io fossi un “furbetto” me ne fregherei, ma sono un “tumin” come si dice dalle mie parti quando si parla di una persona fin troppo brava o scema. Sono una persona onesta a cui oggi sembra di capire che per guadagnare, in Italia, non si può lavorare onestamente. Spero di sbagliarmi.

Lo Stato non dice che ho evaso le tasse (forse lo pensa) ma vuole le prove che non l’ho fatto. Come se a casa vostra arrivasse una generica contravvenzione per eccesso di velocità, senza prove, e voi  dovete pagare se non potete provare che rispettavate i limiti.

sabato 2  maggio

Ho deciso di non pagare, ovviamente. Il 29 maggio andrò a presentarmi all’addetto dell’ufficio delle entrate. Pensate che secondo tale ufficio avrei dovuto dichiarare un reddito di 5000 euro superiore a quanto dichiarato ma non dovrei pagare le tasse su tali 5000 euro, forfettariamente dovrei pagare 4600 euro. Quasi il 100% di quello che mi contestano. Sono fiducioso che chiariremo l’equivoco e farò un fantastico articolo su come tutti si sono comportati bene …ma purtroppo tra le mie letture c’è stato anche “Il processo”, romanzo di Franz Kafka, e un pochettino mi sento come il protagonista, Josef K., impossibilitato di difendersi in quanto non c’è accusa vera.

venerdì 29 maggio.

E’ arrivata la fatidica giornata del contraddittorio all’Agenzia delle Entrate di Biella. Io ed il mio commercialista ci incontriamo con un funzionario che si dimostra cortese e che apparentemente capisce che le motivazioni che portiamo a giustificare la non congruità con lo Studio di Settore sono più che giustificate. Nonostante questo ci dice che lui non ha il potere di scegliere una nuova tariffa, ha solo la possibilità di proporre ai suoi superiori le sue impressioni portando le nostre motivazioni. Inoltre dice che non possono azzerare la “multa” nonostante non ci siano riscontri per cui debba essere pagata. Sigh… come dire: “capisco che non hai motivi per pagarla ma per noi devi pagarla lo stesso”. Fine del colloquio, ho incontrato una brava persona ma sembra che non sia sufficiente a venirne fuori (Kafka aleggia nei miei pensieri). Attendo una loro prossima decisione su quanto sconto eventualmente riusciranno a farmi. Poi deciderò se mi conviene far proseguire il “processo” o pagare comunque quanto chiesto.

martedì 28 luglio 2009:

l’Agenzia delle Entrate chiede telefonicamente al mio commercialista se siamo d’accordo a pagare e a chiudere la vertenza. Ma non è chiaro quanto vorrebbero che versassimo. Attendiamo che ci diano una cifra di questa assurda “multa”. Notate che sono ormai passati 2 mesi in cui il cittadino vive come il “detenuto in attesa di giudizio” del celebre film con Alberto Sordi. In questi due mesi sono successe solo 2 cose:

Ad inizio giugno l’Ufficio delle Entrate ci convoca per dirci che la “multa” non poteva essere estinta completamente ma che si sarebbe potuto trovare un accordo su una cifra che verteva intorno ai 3.600 euro. Ovviamente io non ero d’accordo a pagare una simile cifra. Non ho evaso nulla e mi sono sempre comportato da cittadino onesto. Rifiutiamo e lasciamo all’Agenzia Entrate la copia di tutte le mie fatture dell’anno contestato. Sperando che sia chiaro che non c’è stata ne evasione fiscale ne altro di contestabile.

Ad inizio luglio il mio commercialista si reca all’Agenzia delle Entrate motivando la causa dell’incongruità dello studio di settore. Facendo i calcoli dello studio di settore di quest’anno scopriamo che spostando certi parametri la mia attività è praticamente a norma anche nel 2004. Perché non li abbiamo spostati nel 2004? Perché il mio precedente commercialista non me lo ha fatto fare, lui non ci avrà pensato e io IGNORANTE ignoravo che fosse fattibile. Nello studio di settore non esiste una voce che illustra perfettamente la mia attività quindi è necessario interpretare le sintetiche voci.

Quindi eccoci qui, sono ormai più di 3 mesi che io e la mia famiglia viviamo con questa “spada di Damocle” che intacca la fiducia di essere sempre e solo onesti.

venerdì 4 settembre:

Nei giorni scorsi mi è stato proposto un patteggiamento a 2800 euro.
Ho deciso di pagare accettando la riduzione di spesa che è passata dagli iniziali 4600 euro ai finali 2800. E’ una cosa profondamente ingiusta perché è ingiusto il metodo che viene usato per definire una ipotetica evasione fiscale. Non ci si può basare su tabelle e dati statistici per giudicare, si possono usare per cercare di capire ma mai per emettere verdetti.  Perché ho accettato? Perché non non ho soldi, tempo, avvocati e commercialisti alle spalle. Mi conviene accettare di pagare una cosa ingiusta e poter riprendere con serenità a lavorare piuttosto che proseguire una diatriba in cui non ho certezze di uscirne indenne.  Il sistema fiscale italiano non funziona, lo sappiamo tutti, ma quando si tocca con mano non è una piacevole sensazione.

Il mondo degli avvocati

Don Mario mi ha inviato una e-mail con un testo (tratto da un giornale) riguardante un particolare problema. Da questo testo ne estrapolo solo una parte per renderlo valido in forma generale, perché dobbiamo smettere di pensare che tutti ci siano ostili e che è giusto chiedere i danni per salvaguardare i nostri mille diritti (presunti). Il testo mi ricorda una signora di Gaglianico che, qualche mese fa, ha fatto causa al condominio dove abito (ad Occhieppo). Costeggiandolo è inciampata su una piccola sporgenza e cadendo ha incrinato gli occhiali.  E’ andata da un avvocato e ha chiesto alla nostra assicurazione 7 mila euro per danni, anche morali!!! Solo perché non ha visto un tombino, chiuso, in regola,  solo leggermente sporgente dal piano, in una strada privata. Spero che dopo questa brutta avventura, la signora in questione abbia imparato quanto sono pericolosi certi condomini e decida di non avventurarsi più in rischiose camminate per strada.

…La vita che ci preparano i devoti della razionalità è una vita di estrema tristezza, dominata dall’ansia e dalla paura, una vita segnata dal continuo ricorso ai tribunali per avere una qualche certezza di essere nel giusto. Una vita,insomma, in cui l’uomo non è che una cosa tra le cose. Se vado in un negozio, infatti, non compro certo un oggetto guasto o scaduto e, se per caso mi capita di farlo, lo porto indietro, chiedendo un rimborso. L’essere cosa tra le cose ci porta a chiedere la perfezione, a bandire dal nostro orizzonte l’imprevisto della malattia, del dolore, lo spettro della morte. Sgombrato infatti il campo dalla necessità di interrogarsi sul mistero che avvolge le cose – perché il mistero non esiste, in quanto non provabile scientificamente – non rimane che appellarsi alla legge degli uomini, invocare una sentenza che confermi la correttezza del nostro sentire. Il tribunale è diventato il cuore attorno a cui ruota la nostra civiltà. La vita è, alla fine, un’avventura amara e siccome non abbiamo chiesto di venire al mondo e non ne capiamo il senso, abbiamo il diritto di essere risarciti fino alle più piccole contrarietà che ci capitano.

Ricordo il caso di una ragazza che, avendo trovato un insetto in un pacchetto di patatine fritte, ha fatto causa alla ditta produttrice chiedendo i danni biologici per lo spavento provocato, danni che le sono stati peraltro riconosciuti. O casi di genitori che hanno denunciato un medico per un figlio nato con difetto di deambulazione. Ma è davvero questo il senso della nostra vita? Vivere accerchiati da pensieri ostili,da potenziali nemici, rivendicando continui danni subiti?

La vita non è uno status quo da difendere con le unghie e con i denti, ma una condizione di continuo cambiamento, di cui, solo in parte, siamo responsabili. Ogni mattina, quando apro gli occhi, non so se arriverò alla sera o se ci arriveranno le persone a cui voglio bene. Siamo continuamente esposti all’impatto devastante del dolore, alla lacerazione del distacco, alla sofferenza delle persone amate. Proprio per questo, bisogna essere grati per ogni istante che ci viene donato, per tutte le cose, belle e meno belle, che avvengono nel corso dei giorni perché nel loro insieme costituiscono l’unicità del nostro cammino…

http://www.susannatamaro.it (Il Giornale 19 novembre 2008)

Cercare il bello per poter scegliere con soddisfazione

Se uno vuole conoscere quello che succede in Italia può seguire programma televisivo REPORT (Rai3), credo che sia il più bel programma giornalistico mai realizzato dalla Tv italiana. Dieci minuti di televisione e di informazione a buon livello si possono trovare anche al mattino alle 7.30 su La7, dove Enrico Vaime accompagna la nostra colazione con qualche riflessione intelligente.  Non conosco altri programmi di informazione che mi soddisfino sulle reti tradizionali.

Ieri sera su REPORT si parlava di ALITALIA. Ho capito perché i dipendenti a metà settembre preferivano venire licenziati piuttosto che lavorare con certa gente. Lo slogan “Io amo l’Italia, volo Alitalia” personalmente lo cambio in “Io amo l’Italia, non volo con Alitalia” perché credo che dobbiamo utilizzare di preferenza i servizi messi a disposizione dalle aziende che eticamente si comportano bene. Forse non possiamo cambiare il mondo ma almeno decidere di utilizzare i servizi di chi non calpesta le regole.

A Biella è stata inaugurata pochi anni fa una nuova strada che passa(va) in mezzo alla campagna. In questa bellissima zona verde (in cui, per legge, non si può costruire) sono sorti tre grandi distributori di benzina. Si vede che il divieto di cementificare non vale per tutti. Di distributori di benzina (a Biella) ce ne sono in abbondanza, aprirne altri (uno copre una bella vista panoramica) vuol dire diminuire gli incassi degli altri distributori, che sono già troppi. Io ho fatto una scelta che considero etica: vado nel piccolo distributore vicino a casa, anche se la benzina mi costa qualche centesimo in più.

Se la società funziona male, di chi é la colpa?

Falliscono le banche ed i loro amministratori mantengono stipendi da favola, falliscono società aeree o sono in perdita società pubbliche e i loro amministratori mantengono stipendi da favola. Viviamo in un’epoca di consulenti e di esperti di economia ma i cittadini ci rimettono i loro risparmi. Perché sono i piccoli risparmiatori a subire le conseguenze delle incapacità manageriali di altri?

Io penso che:

  1. i ladri sono ladri e fanno il loro disonesto lavoro
  2. le guardie sono guardie e dovrebbero fare il loro lavoro
  3. se i ladri ci derubano non possiamo arrabbiarci con i ladri perché tutti sanno che quello è il loro comportamento
  4. i colpevoli sono le guardie (o le istituzioni o i politici) che non fanno quello per cui sono pagati
  5. i colpevoli sono colore che potrebbero cambiare le cose invece permettono tutto questo senza sollevare scandalo, sono gli organi di informazione che non avvisano il cittadini di cosa sta succedendo

    QUINDI

    sono più arrabbiato con i giornalisti perché sono loro che dovrebbero segnalare le malefatte. Inutile arrabbiarsi con i “manager” che spesso sembrano malfattori di manzoniano ricordo.

Crea un sito o un blog gratuito su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: